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La culla sull'abisso
di Maria Saedella, Transeuropa edizioni

Sardella tra realtà e fantascienza
La culla sull’abisso
Sardella tra realtà e fantascienza
Conosciamo ormai da tempo la bella penna di Maria Sardella, avendo già recensito in queste pagine i precedenti romanzi: “La luna in gabbia” e “Soltanto scie sul mare”. Questa volta l’Autrice tratta un tema duro che oscilla tra la fantascienza e l’amara realtà. “La culla sull’abisso” (pp.157, euro16, Transeuropa edizioni) ci porta in un mondo sconvolto dall’innalzamento delle acque per cui gli Stati chiudono le frontiere ed espellono tutti gli stranieri. Carlo, il protagonista, è costretto a tornare in Italia dove incontra una situazione drammatica, quasi surreale. Si vive qui difesi e nello stesso tempo assediati da un’incombente Linea che separa la terra dal mare. Carlo ritrova il padre molto invecchiato, tenuto in gran conto dagli abitanti del luogo che lo hanno benevolmente soprannominato “Il Giardiniere” perché riesce a ricavare del cibo dai vegetali, in un paese in cui anche trovare qualcosa di commestibile è diventato molto difficile. Carlo avverte la “presenza” della mamma ormai morta da parecchi anni, colloquia con lei, quasi parlasse con un fantasma. All’improvviso un giorno vede “un bambino dritto, immobile dall’altro lato della strada”. Quel bambino era vittima di un sacrificio rituale. In quell’angolo di mondo stravolto dalla miseria e dal terrore, ci sono delle strane consorterie che perseguitano gli innocenti. E questo povero piccolo è uno dei perseguitati. Carlo, oltre al padre e al “fantasma” della madre, in questa strana terra ha incontrato l’amore nella figura di Aziza, una generosa ragazza di colore, dotata di fascino e di grande umanità. Divide la casa con lei. I loro amplessi sono molto caldi e sensuali. La penna dell’Autrice è sempre molto esplicita nelle descrizioni. Se ne “La luna in gabbia” avevamo ammirato un realismo magico, “In soltanto scie sul mare” incontriamo un argomento di grande umanità ovvero lo spinoso tema della demenza senile. Ne “La culla sull’abisso” l’Autrice tocca il doloroso attuale tema del mondo che si va disfacendo. Quell’odiosa Linea sembra incombere anche su di noi perché l’innalzamento delle acque purtroppo è un fatto reale. Martino verrà rapito e, fortunatamente ritrovato e condotto con Carlo e Aziza che lo tratteranno come se fosse realmente un loro figlio, in una baita in montagna che il Giardiniere aveva acquistato, quando la moglie era ancora in vita. Questo nuovo romanzo della Sardella lo leggiamo tutto d’un fiato, affascinati non -solo dalla trama, ma anche dallo stile inconfondibile che timbra le nostre menti e i nostri cuori.
Note biografiche: Maria Antonietta Sardella, nata a Canosa di Puglia, vive a Bresca dal 75. Ha pubblicato Così è la vita, amore mio, Altrimedia Edizioni, Matera 2009, Primo Premio con pubblicazione, La Città dei Sassi 2008. H tradotto il romanzo del franco-algerino Tahar Djaout . L’Ultima Estate della ragione, Bibliofabbrica, Brescia 2009, Premio Qualità per la traduzione, Microeditoria di Chiari. Ha partecipato nel 2010 al contest Blusubianco della scuola Holden di Torino, qualificandosi tra gli otto vincitori col racconto Ce n’est qu’un debut. Ha pubblicato inoltre La musica del mais, Bibliofabbrica Gussago 2015 e La luna in gabbia, PubGold, Martina Franca 2017 e Soltanto scie sul mare, GFE, Roma 2023. Gestisce il blog Otium (www.ipazziando.blogspot.com) dove pubblica note di letteratura e di attualità, racconti di viaggio e ricette culinarie in una cornice narrativa.
Grazia Giordani

Grazia Giordani

Data pubblicazione su Web: 15 Dicembre 2023

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